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Istituto Comprensivo Statale di Meldola - (FC)
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Oggetto: usare i social con consapevolezza; lettera agli alunni per tramite dei professori.
Protocollo/Numero: 25
Pubblicata il: 26/09/2019
Destinatari: Docenti, ATA, Genitori
Plessi: Scuola Secondaria di Primo Grado "D.Alighieri"

Circ. 25 Prot.n. 5426 /1.1.h -2206 Meldola, 26/09/2019

Agli alunni Scuola Secondaria 1░ grado


Oggetto: usare i social con consapevolezza; lettera agli alunni per tramite dei professori.
Carissimi alunni,

insegnanti e genitori condividono sia i destinatari del loro agire, i figli/ alunni, sia le finalitÓ dell'agire stesso, ovvero l'educazione e l'istruzione in cui scuola e famiglia operano insieme con l'obiettivo di un progetto educativo comune.
La cultura contemporanea ha assistito ad una grande "rivoluzione antropologica" causata dall'utilizzo sempre pi¨ diffuso delle nuove tecnologie; la scuola ha dovuto ridisegnare le prassi didattiche attorno allo studente-nativo digitale che apprende prevalentemente per immagini, videoclip e ipertesti, ed ha dovuto abbandonare in parte le tradizionali prassi didattiche.
Le nuove tecnologie sono anche chiamate "Tecnologie, dell'informazione e della comunicazione" (TIC) a sottolineare i due grandi ambiti nei quali esse agiscono. Possiamo informarci tramite le tecnologie - basti pensare che oggi ogni aula Ŕ dotata di LIM e che reperiamo news da telefoni cellulari e pc- e possiamo comunicare.
Mi preme con questa lettera condividere con voi alcune regole fondamentali di comunicazione, perchŔ troppo spesso la modalitÓ "smart comunications" tipica delle applicazioni come whatsapp, messenger, facebook, instagram (etc...) pu˛ indurvi a degli errori grossolani, dei quali occorre essere consapevoli.
Il primo errore pi¨ diffuso Ŕ quello di diffondere dati identificativi di una persona: se pubblico la foto di un compagno su un qualsiasi social, metto a disposizione i suoi dati identificativi ad un numero indefinito di persone. I dati personali, quelli che permettono di identificare una persona, non possono essere diffusi, per farlo occorre sempre chiedere il consenso all'interessato.
Il nostro Regolamento di disciplina specifica bene questa cosa ponendo il divieto di utilizzare i cellulari e altri strumenti audio e video non a scopo didattico e specificando in calce "il divieto di utilizzo di cellulari per ritrarre e pubblicare l'immagine di una persona senza il suo consenso, è previsto anche dal Codice Privacy,
che prevede sanzioni pecuniarie da un minimo di 3.000,00 euro fino ad un massimo di 30.000,00 nei casi più gravi (Art. 161 del Codice). "
La Regola generale non Ŕ stata inventata dal nostro Istituto, ma Ŕ lo Stato Italiano che ha ben pensato di tutelare attraverso la Legge i dati personali; quando una

persona utilizza questi dati non rispettando la regola fondamentale del "non diffondere dati personali altrui senza il consenso dell'interessato", scattano una serie di sanzioni che sono previste dalla normativa stessa.
╔ bene dirsi queste cose affinchŔ in qualunque luogo vi troviate possiate utilizzare questi strumenti con serenitÓ, sfruttando ogni loro potenzialitÓ e senza mettervi nei pasticci!





Sempre in ambito comunicativo Ŕ fondamentale fare una riflessione intorno alle chat, specialmente quelle di gruppo: Ŕ importante comprendere e far comprendere che qualunque informazione viaggi attraverso un social network o sistemi di messaggistica non resta un'informazione privata.


Accanto al problema privacy ( per il quale rimando alla pagina del garante della privacy http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3140082 )
occorre sottolineare poi un'altra questione non meno importante che attiene la modalitÓ di comunicazione, non riguardo al mezzo utilizzato, ma sotto l'aspetto dei registri comunicativi. Nelle quotidiane conversazioni Ŕ pacifico il fatto che voi ragazzi usiate, tra voi, un registro linguistico molto colloquiale e diverso da quello che andrebbe usato con gli adulti ed Ŕ inevitabile che lo stesso meccanismo si riproduca nelle chat condivise tra compagni di classe. Questo per˛ non vi autorizza in alcun modo a mettere in "cattiva luce" altre persone, siano essi adulti o minori. La tutela dell'onore deve esservi molto chiara: spesso infatti si viene denunciati per reati quali ingiuria e diffamazione, reati molto gravi ai quali si risponde sotto il profilo penale.
Ricordatevi sempre che prendere in giro qualche amico Ŕ poco carino, a nessuno piace essere schernito, cercate sempre di mettervi nei panni dell'altro e di ricordarvi l'antico detto "non fare ad un altro ci˛ che non vuoi che sia fatto a te".
Parlare male di una persona, denigrarla e schernirla in una chat Ŕ denunciabile sul piano penale. Come sapete il nostro Istituto ha messo in atto diversi progetti anche per il cyberbullismo, insieme con i vostri genitori e con i professori siamo responsabili di quello che fate anche al di fuori dell'edificio scolastico: se
veniamo a conoscenza che qualcuno Ŕ stato schernito in una chat abbiamo il dovere di avvisare le famiglie e di denunciare il fatto. Stessa cosa vale per sÚ stessi, se una persona lancia segnali preoccupanti attraverso un social (foto o messaggi) abbiamo il dovere di affrontare la problematica con la famiglia e con le autoritÓ competenti.
Ricordate infine una cosa: molte dinamiche che oggi vi sembrano nuove perchŔ Ŕ la prima volta che vi trovate ad affrontare, in realtÓ fanno parte della storia dell'umanitÓ. Anche io da adolescente ho fatto la mia fatica per crescere, per confrontarmi e per essere accettata da quel gruppo di amici che mi sembrava "tanto avanti". La stessa fatica Ŕ stata fatta dai vostri genitori e dagli adulti che ogni giorno vi parlano e vi insegnano a scuola, in palestra o a musica.
Quando state facendo fatica, se posso permettermi un consiglio, parlatene, confidatevi con un adulto, vi sentirete subito meno soli e capirete che quella condizione di fatica Ŕ una condizione importante per la nostra crescita personale e per farci diventare adulti.
Usate i social con con consapevolezza e con tutte le loro potenzialitÓ ma non utilizzateli come sostituti nelle relazioni. Non c'Ŕ niente di pi¨ bello e genuino di uno sguardo, di avvertire le emozioni dell'altro attraverso la voce. Del darsi la mano per aiutarsi e per conoscerci meglio. Impariamo ad ascoltarci.


Ho fiducia in voi.
La vostra Dirigente Scolastica

Documenti allegati:

Anno scolastico: 2019/2020
Responsabile e titolare del procedimento: Togni Marinella
Incaricato/a del procedimento: Togni Marinella

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